S’è risvegliata per incanto la città

C’è una canzone, databile attorno alle metà degli anni ‘70 e firmata dal gruppo musicale Gen Rosso che recita così: “c’è tanta gente lungo le strade, si è risvegliata per incanto la città.”

L’ho sentita cantare più e più volte da ragazzino, credo come canto conclusivo delle celebrazioni domenicali, mi è tornata in mente oggi facendo due passi a piedi appena fuori casa.

Il paese in cui vivo è di fatto un paese dormitorio, posto alla periferia della città, un paese senza una piazza e senza una storia importante, per lo più ‘attraversato’ dalle persone più che vissuto. Eppure oggi -splendida giornata d’autunno- m’è apparso sotto una nuova luce, le vie animate, poche automobili in circolazione, tante persone a piedi, chi per fare sport, chi per portare a passeggio il cane e così discorrendo.

Effetto delle restrizioni legate all’epidemia di COVID19: centri commerciali chiusi, divieto di uscire dal comune di appartenenza, quindi tutti obbligati a vivere il proprio territorio. Fare due passi appena fuori casa probabilmente non è ancora “vivere il territorio”, ma è un punto di partenza, una dinamica su cui innestare una riflessione.


Una riflessione che porta a pensare ad una piazza (nel 1987 un interessante progetto fu pensato dall'Architetto Brodini); a vie chiuse al traffico nei fine settimana; che porta a pensare ad una socialità tutta da progettare anche e soprattutto per un paese da tempo ormai addormentato.




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