Cosa accadrebbe se le riserve strategiche di energia non fossero proprietà degli Stati? Se l’acqua, il gas, il petrolio, i minerali non fossero proprietà di una nazione piuttosto che di un’altra? Se fossero amministrate da un organismo internazionale? Se la sovranità degli Stati fosse messa in discussione? Se accordi internazionali impedissero che in uno stato il potere fosse amministrato da una sola persona? Cosa accadrebbe se abolissimo tutte le monete locali? Se smettessimo di considerare le nazioni come imprese? Cosa accadrebbe se smettessi di giocare a fare l’esperto di politiche internazionali e andassi a letto, visto che sono le quattro del mattino?
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Tempi difficili - Tempi speciali
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Ciao bambini, avrete sentito dire dagli adulti che questi sono tempi difficili, è vero ma sono anche tempi speciali, che possono diventare speciali grazie a voi. Fra poco sarà Natale, la Chiesa mi accoglierà ai piedi dell’altare come ogni anno a mezzanotte, ma io ho un desiderio speciale, vorrei quest’anno nascere nelle vostre case, nelle case dove vi siete chiusi per paura di questa brutta malattia, vorrei nascere proprio lì ed essere per voi motivo di festa. Vorrei che mi preparaste un posto, una culla, un lettino, un camino con il fuoco acceso, un tetto, insomma una casa, magari di fronte alla casa potreste porre una strada e lungo la strada due alberi e una panchina, un parco, una fontana, un’altalena, una scuola e... Insomma tutto quanto serve a rendere bello e accogliente un paese. Mi sembra che gli adulti chiamino questa cosa presepe, ma loro sono più informati di me, dunque chiedete a loro cosa fare, quali materiali usare, se il cartone o la plastilina, il legno o i matt...
S’è risvegliata per incanto la città
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C’è una canzone, databile attorno alle metà degli anni ‘70 e firmata dal gruppo musicale Gen Rosso che recita così: “c’è tanta gente lungo le strade, si è risvegliata per incanto la città.” L’ho sentita cantare più e più volte da ragazzino, credo come canto conclusivo delle celebrazioni domenicali, mi è tornata in mente oggi facendo due passi a piedi appena fuori casa. Il paese in cui vivo è di fatto un paese dormitorio, posto alla periferia della città, un paese senza una piazza e senza una storia importante, per lo più ‘attraversato’ dalle persone più che vissuto. Eppure oggi -splendida giornata d’autunno- m’è apparso sotto una nuova luce, le vie animate, poche automobili in circolazione, tante persone a piedi, chi per fare sport, chi per portare a passeggio il cane e così discorrendo. Effetto delle restrizioni legate all’epidemia di COVID19: centri commerciali chiusi, divieto di uscire dal comune di appartenenza, quindi tutti obbligati a vivere il proprio territorio. Fare due passi ...
Vivere nel bene
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Sollecitato da T. D. e invitato dalla parrocchia a esprimere una parere sulla ripresa dell’anno catechistico provo a ragionare su alcune possibilità, giusto 2idee, che questo tempo nuovo ci offre. Ogni tempo è nuovo, ogni occasione offre spazio di azione, la fantasia e la creatività ci vengono in aiuto, propongono, a noi la scelta di ascoltarle o meno. La ragione e i numeri dicono che la catechesi è morta (o non sta troppo bene) e con essa anche Dio (un terzo degli Italiani oggi dice: “Dio non esiste” vedi: https://www.vinonuovo.it/attualita/societa/siamo-davvero-gente-di-poca-fede ), il fermo di ogni attività pastorale, a causa dalla diffusione del Covid-19, ha allontanato ancora di più le famiglie dalla frequentazione della catechesi e della Chiesa in genere. La domanda è dunque - mio avviso - la seguente: come proporre ancora l’esperienza di Chiesa, la conoscenza di Cristo a persone che non sono interessate all’argomento? Certo non tutti sono indifferenti al tema religioso, d...
Futuri Venturi
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“What will be?” (cosa sarà?) chiede Filippo e colloca la domanda in alto, a fianco di due entità grigie (spiriti, fantasmi o simili) che emergono dalla skyline di una moderna metropoli. “Vieni a giocare con noi?” chiedono sarcastici due inquietanti clown, che si presentano con la raffigurazione del virus “COVID-19” sul naso, in sostituzione del tipico accessorio rosso che contraddistingue questa figura comica, l’illustrazione e la locandina portano la firma di Rebecca. Sono circa una settantina le immagini raccolte nel mese di maggio 2020, in una prima fase bozzetti su carta, poi illustrazioni digitali pensate per essere inserite in una locandina verticale, autrici e autori le studentesse e gli studenti del primo anno di grafica dell’Accademia di Belle Arti SantaGiulia. A coordinare a distanza il progetto, in via telematica, il professore di Illustrazione, AntonGionata Ferrari e il sottoscritto, docente di Graphic Design. Le locandine non testimoniano solo dell’inquietudine e ...
Il nostro futuro
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Il nostro futuro sarà un ritorno al passato, alla normalità antecedente all’emergenza sanitaria, o si configura come un domani diverso, sin da ora da pensare e progettare? Il quesito posto dà per certo che l’uomo, ogni uomo, sia artefice del proprio futuro, che una comunità costruisca con consapevolezza il suo domani. Credo sia assunto non sempre così vero, talvolta, lo dico in primis per il sottoscritto, è il fluire del tempo a trasportarci avanti, come se fossimo un tronco posto sull’acqua, senza che minimamente si tenti un governo della situazione. Il tempo scorre, ci porta avanti e noi passivi procediamo. Altre volte il nostro ruolo da protagonisti è esercitato in modo inconsapevole, senza lungimiranza poniamo in essere scelte e azioni che poi condizioneranno in modo vincolante il nostro domani. Ultimo, ma non per importanza, non ci siamo solo noi, che significa che viviamo immersi in una dinamica, il nostro domani non è esattamente nelle nostre mani, ma in mani un po’ più g...
Le cose belle ai tempi del nemico invisibile
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Un invisibile nemico s’aggira tra noi, costringendo a casa bambini e ragazzi, le scuole, gli oratori, i centri di aggregazione, i teatri, le sale cinematografiche, gli impianti sportivi, tutto chiuso. Vengono così ad essere sconvolte le vite super organizzate (la mia per prima), costruite intorno a impegni inderogabili, corsi, appuntamenti, attività. Un vuoto che in questi giorni viene provvidenzialmente colmato dalla didattica a distanza, permane comunque un poco di tempo e spazio da organizzare, guardo a quello stilando un semplice elenco di cose “belle” da fare in questi giorni strambi. La prima cosa bella è aiutare in casa: i letti da fare, l’aspirapolvere da passare, i piatti da lavare, i vestiti da piegare, i capi da smistare e preparare per la lavatrice, i panni da stendere. Qui c’è tanto di bello da fare! La seconda cosa bella, non certo perché di valore inferiore, è leggere! Le biblioteche in molti casi sono aperte, così come le librerie, i libri si possono ...
Quindi uscimmo a riveder le stelle
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“Papà, le stelle!” Mi ha detto il piccolo Damiano, che di stelle ne ha viste poche sin ora. “Wow, le stelle!” Ha affermato un’amica venutami a trovare in tarda sera. Anche mia moglie ha osservato che si vedono le stelle, eppure non siamo in montagna, ma nell’hinterland di una non piccola città. Cosa sta succedendo? Semplice, un guasto importante alle linee elettriche ci sta lasciando da una quindicina di giorni ad oggi ogni sera al buio, niente illuminazione pubblica e naturalmente sono riapparse le stelle. Avevamo da tempo scordato che sopra noi -oltre i lampioni- esisteva un cielo trapuntato. Un guasto imprevisto è servito a ricordarcelo. Questo guasto mi suggerisce l’idea che ogni tanto sarebbe bello spegnere volontariamente la luce artificiale, per tornare a guardare il mondo sotto il suo aspetto più vero: quello naturale. Ogni tanto, sì, ogni tanto quanto? Facciamo una notte ogni quindici giorni? Oppure con una frequenza maggiore? A turnazione su diverse vie, ...
La fortezza Bastiani
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Era un tardo pomeriggio autunnale, una pioggia sottile puntinava il parabrezza, il traffico era congestionato e io correvo, se così si può dire, dalla psicoterapeuta. Mi ero promesso di partire alle 17:00, max 17:10, ma un lavoro banale era diventato più complesso del previsto, il wi-fi non collaborava e tutto iniziava a darmi fastidio. Partii tardi sperando di trovare la provinciale sgombra, ma si trattava chiaramente di una sciocca illusione. Il traffico; i pensieri; la scuola; le scadenze, per scacciare quell’esercito che stava invadendo la mia testa accesi la radio. Radio RAI, non ricordo se radio uno, due o tre, ma poco importa. Un attore stava leggendo -in modo sublime - alcune pagine da “Il deserto dei Tartari” di Dino Buzzati, così mi venni a trovare fra alte cime innevate, a contemplare la pianura all’orizzonte, aguzzando lo sguardo in ricerca e in attesa di scorgere in esso una desiderata, altresì temuta, variazione. Eccomi a camminare sui bastioni di una fortezz...
Il piccolo Antoine
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“Una volta, quando avevo sei anni, in un libro sulla foresta vergine intitolato Storie vissute, ho visto un’illustrazione bellissima.” Quanto riportato fra virgolette è l’incipit di uno dei libri più venduti al mondo, “Il piccolo principe” di A. De Saint-Exupery, poco sotto appare la riproduzione, per mano dello stesso autore, dell’illustrazione. Molte altre illustrazioni completano il volume e tutte sono a firma di Saint-Exupery, a testimonianza di un rapporto intenso e speciale fra l’autore e il disegno, rapporto però reso molto complesso e scoraggiato dal mondo degli adulti che consigliano al piccolo Antoine di lasciar perdere i disegni, stroncando così sul nascere la sua carriera di pittore. Non è dato sapere se l’aneddoto sia realtà o finzione, ma questo poco conta, si legge in modo esplicito una critica al mondo adulto, incapace di sostenere e far progredire le aspirazioni di un bambino. Sia chiaro: le aspirazioni di un fanciullo sono spesso grandi chimere, ma anche ...
Cosa farai da grande?
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C’è una domanda tipica che gli adulti rivolgono ai bambini, è: “Cosa farai da grande?”. Spesso a porla sono persone del tutto estranee al contesto famigliare, oppure lontani parenti o conoscenti, talvolta sono gli stessi genitori curiosi che un po’ per gioco, senza dare troppo peso alla risposta, lo chiedono ai figli. “Cosa farai da grande” è una domanda che mi interroga, mi chiedo se non sia meglio chiedere: “come servirai da grande?”. Facile dire che posta così non “suona bene”, che il verbo servire evoca schiavitù e umiliazione, sembra togliere dignità al soggetto, per metterlo in un regime di sudditanza verso qualcosa o qualcuno. Un atto di lesa maestà alla libertà individuale, un tarpare le ali alle aspirazioni personali. Se analizzassimo e prendessimo sul serio le risposte dei bambini scopriremmo che la maggioranza dei maschietti oggi vorrebbe fare il calciatore, che un buon numero vorrebbe fare l’influncer, che è aspirazione di ambo i sessi, qualcuno ancora l’attore o...
Quando fatica fa rima con felicità e serenità
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Un’aiuola da sistemare, una decina di radici di una siepe da sradicare e un po’ di tempo libero nel mese in cui quasi tutto e quasi tutti si fermano: agosto. Sin da bambino il mio rapporto con questo mese è stato complesso, faticavo a dare un senso a quelle lunghe giornate vuote, fatica che non ha trovato soluzione nemmeno da più grande, da adolescente e da giovane. Con l’età adulta ho imparato a gestire quel mese capriccioso, a trovare un equilibrio fra pieno e vuoto sino ad arrivare a questa estate, una delle migliori stagioni mai vissute sotto questo punto di vista. Cosa ha reso al sottoscritto questo tempo tanto speciale? Il fare fatica scavando la terra, sudando sotto il sole, in compagnia di un’ascia e di un piccone. Può sembrare una banalità ma per una persona come il sottoscritto, abituata a otto e più ore al giorno a stare seduta di fronte a un computer, l’attività “contadina” ha una carica decisamente rivoluzionaria. Allora fatica fisica fa rima con f...
La scuola della noia
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La noia. -parte prima - La noia è una signora dai fianchi un po’ molli ed i piedi gonfi, che si dà aria sventolando uno sfilacciato foulard. La noia è insopportabilmente vecchia. La noia è il chiassoso silenzio che ogni giorno esperimento nel chiuso della mia cameretta. La noia è evidente mi è imposta. La noia è il dovere prima del piacere, è fare il cameriere a mio fratello, è uscire con l’ombrello, è il fare le spese. La noia abita questo paese in cui niente mai succede e la vita si snoda fra la casa, la chiesa e la posta. Ci vorrebbe una bomba, sì una bomba. Senza morti e feriti, solo un po' di macerie ed un bel polverone. Una bomba contro la noia. La bomba. -parte seconda- La bomba è un concetto in bilico fra il concreto e l'astratto. La bomba ha un misterioso ed ancestrale fascino, rimanda alla caccia, ha il sapore della sfida, ha il tempo esagerato della miccia. La bomba mi piace, pur non avendola mai vista. La bomba come un dirompente desi...
Fraternità
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Invita sette o otto persone che non si conoscono fra di loro a sedere per due o tre ore intorno a un tavolo, in una sorta di appuntamento al buio. Sceglile differenti per sesso, età, estrazione sociale, servi cibo in abbondanza e lasciali chiacchierare di ciò che vogliono: politica, economia, famiglia, senza limiti e giudizi. Ripeti l’esperimento più e più volte, mescolando le persone, moltiplicando i gruppi. Ecco hai dato avvio a momenti di fraternità, che non potranno dare altro che frutti positivi… provare per credere.
Sport e integrazione
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Io e il gioco del calcio abitiamo due mondi differenti, la palla a esagoni e pentagoni non è esattamente la mia passione, anzi, ma dato che i miei figli hanno scelto proprio di giocare in quello sport, in quel mondo sono dovuto entrare. Ho appreso così una storia di integrazione e di amicizia, che credo meriti di essere raccontata e analizzata. Nella squadra in cui esercita il mio secondo figlio, di anni 9, sono presenti due bambini “stranieri”, perfettamente integrati, “amati” e stimati dai compagni, dagli allenatori, così come dai genitori che seguono la squadra nelle varie trasferte. Questi bambini però dai loro genitori non sono mai seguiti, sono infatti due famiglie italiane che di essi si fanno carico, che li hanno in qualche modo “adottati”, andando oltre il semplice servizio di trasporto da un luogo ad un altro per disputare i match. Si è creato un legame forte di amicizia fra i figli e le frequentazioni vanno ben oltre quelle strettamente necessarie ai fini sportivi. Qu...
Lettura di gruppo
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Con questo post rendo conto di un piccolo esperimento di lettura di gruppo posto in essere non tanto tempo addietro. Attività svolta con circa trentacinque persone adulte, divise in cinque gruppi. L’incontro ha preso avvio con la lettura pubblica del primo capitolo del volume scelto: OSCAR E LA DAMA IN ROSA, di Eric Emmanuel Schmitt. Successivamente ai cinque gruppi sono stati affidati uno/due capitoli della pubblicazione. Ogni gruppo ha letto la sua parte e su di essa ha posto in essere un veloce confronto, con il fine di produrre un riassunto orale da comunicare in plenaria agli altri partecipanti. Capitolo dopo capitolo, grazie alle sintesi elaborate dai 5 gruppi, ha preso forma la storia. Il capitolo finale l’ho esposto io, leggendo degli estratti e sintetizzando là dove necessario. Attività svolta in un'oretta circa con riscontri molto positivi, nessuno dei partecipanti conosceva il testo, molti hanno appuntato nome autore, titolo, per poterselo procurare....